Sezioni:



   Riccetti 12-24 mesi


  Grilletti 24-36 mesi

 

Il nostro nido è un ambiente organizzato e preparato affinché il bambino venga stimolato ad accendere il proprio interesse, ad apprendere, lavorare, costruire e sperimentare. L’ambiente scolastico quindi diventa ambiente di vita nel quale il bambino è impegnato gioiosamente, giorno per giorno nelle attività di vita pratica favorendo il perfezionamento psico-fisico, l’autonomia, la responsabilità e la socializzazione.

 

Il nido è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 18.00 con quattro fasce di uscita:
-7.30/12.00 (pranzo escluso)

-7.30/13.00

-7.30/15.00

-7.30/18.00

 

 

 

La predisposizione degli spazi interni ed esterni

 

La struttura è organizzata in base all’età dei bambini, in modo tale che ognuno abbia il proprio spazio adeguato; la sala del Nido è provvista di angoli allestiti per soddisfare i bisogni dei bimbi. Una giusta organizzazione della struttura, accogliente e a misura di bambino, è sicuramente un punto di forza per l’instaurazione di un buon rapporto tra l’educatrice ed il bambino stesso. Ogni piccolo si adatta alla realtà in cui vive; ecco perché è fondamentale l’adeguata strutturazione dell’ambiente per permettergli di sperimentare, conoscere e proiettare le proprie emozioni.                   
Il Nido d’Infanzia La Miniscuola 1,2,3 via è stato pensato apposta per i piccoli ospiti che lo popoleranno; un‘oasi di sicurezza e confort suddivisa in spazi ben strutturati ed attrezzati. Sembra un po’ di entrare dentro ad una fiaba: è tutto un susseguirsi di colori, disegni, giochi, libri, puzzle, casette, scivoli, cuscinoni, specchi, palloni, tavolini e sedie dai mille colori e tanto altro ancora. Il Nido ha un’ampia sala con un angolo destinato alla psicomotricità, un angolo destinato alla manualità, un angolo destinato alla musica e all’ascolto, uno spazio per la drammatizzazione, uno spazio per l’apprendimento della lingua straniera (inglese), uno spazio per la mensa (da sottolineare anche l’importanza e la cura dell’alimentazione: sana, genuina e molto varia, preparata sempre con alimenti freschi e di prima qualità). Inoltre sono presenti uno spazio per il riposo e un grande spazio esterno attrezzato in mezzo al verde.

 

Metodologia e didattica

La metodologia e la didattica costituiscono l’aspetto tecnico del processo educativo. Se la metodologia costituisce la preparazione teorica degli interventi educativi, la didattica diventa l’applicazione pratica dei metodi prescelti. Il nostro metodo, che definiamo metodo naturale, rispetta la spontaneità e la libertà del bambino e prosegue l’obiettivo di conseguire il benessere sia fisico sia psicologico e di sviluppare la persona nella sua globalità. Per non poter produrre una certa anarchia educativa bisogna tener presente che rispettare la naturale spontaneità e libertà del bambino non significa lasciarlo privo di guida e di sostegno, ma intervenire ogni volta che il bambino ha necessità di una guida. Tutto ciò avviene con l’osservazione cioè nell’individuare le necessità dei bambini, nel valutare i loro comportamenti e nel verificare le competenze da loro possedute.

 

 

 

I laboratori

 

Per il conseguimento dei principali obiettivi educativi si svolgono le varie attività nei vari angoli predisposti:

-         Angolo della sonorità: si è creato un laboratorio della musica dove il bimbo viene educato all’ascolto e stimolato nel senso artistico con ritmi e danze. Attraverso la musica esprime sensazioni ed emozioni. Il canto corale e la danza contribuiscono alla socializzazione e alla collaborazione con gli altri.

-         Angolo delle favole e del teatro: si ascoltano e guardano delle fiabe con l’obiettivo di suscitare nel bambino interesse e senso della drammatizzazione.

-         Angolo della manualità grafico-pittorica: serve per sviluppare le capacità cognitive e affettive. Fra le principali attività che svolgiamo: collage, modellaggio con plastilina, pongo, pasta di sale, pittura, lavori di carta. L’attività grafica inizia verso la fine del secondo anno sotto forma di scarabocchio. Il bambino inizia a tracciare dei segni per il piacere di rendere visibili le conseguenze del movimento del suo braccio e della sua mano.

-         Angolo della psicomotricità: l’educazione del movimento inteso come una fondamentale modalità espressiva della personalità. La motricità è strettamente collegata all’intelligenza, all’affettività, alla volontà e alla socializzazione. Attraverso l’educazione psicomotoria il bambino può conseguire un buon controllo emotivo, un aumento della sicurezza personale, la padronanza di sé e un rapporto gratificante con l’ambiente. I momenti principali dell’educazione psicomotoria nel nido sono:

-educazione al movimento, sviluppo dello schema corporeo, dominanza laterale, coordinamento oculo-manuale e respirazione.

 

 


Gli obiettivi

 

I principali obiettivi educativi che vengono perseguiti nel nostro nido sono i seguenti:

- conquistare l’autonomia personale nell’alimentazione, nell’abbigliamento e nell’igiene

- sviluppare le potenzialità fisiologiche ( respirazione, controllo neuro-muscolare)

- imparare a muoversi, non soltanto per conseguire degli scopi, ma per la gioia del movimento in sé e per le possibilità ricreative che esso offre ( attività ludica)

- utilizzare il linguaggio motorio per esprimersi in modo più ricco e completo affiancandolo alle altre forme di comunicazione ( verbale, musicale ed espressiva)

- conoscere il proprio corpo e le sue funzioni per strutturarne lo schema

- conoscere l’ambiente intorno a sé, imparando a selezionare e decodificare le informazioni sensoriali (educazione senso- percettiva)

- favorire la coordinazione senso-motoria (con particolare riferimento alla coordinazione oculo-manuale)

- affinare le capacità grafiche, costruttive, manipolative

- migliorare il controllo emotivo e affettivo

- contribuire alla socializzazione

 

 



 


Attività per il conseguimento degli obiettivi educativi

 

-Educazione senso-percettiva: giochi ed esercizi atti a stimolare la percezione visiva, uditiva, tattile.

-Conquista dell’autonomia personale: esercizi svolti in forma ludica (igiene, alimentazione)

-Educazione motoria: esercizi che hanno la funzione di sviluppare gli schemi motori ( deambulazione, marcia, corsa, rotolamento, lancio, strisciamento, dondolamento)

-Coordinazione senso-motoria: giochi ed esercizi che stimolino la coordinazione oculo-manuale

-Educazione psicomotoria: giochi ed esercizi idonei alla strutturazione dei prerequisiti motori ( schema corporeo, inizio di consolidamento della dominanza laterale, equilibrio, orientamento, respirazione)

-Sviluppo cognitivo: giochi ed esercizi per lo sviluppo del pensiero, esercizi di grafismo e conoscenza dello spazio

-Educazione alla socializzazione: giochi di gruppo

 

Funzione del gioco nella prima infanzia

Il gioco è la principale attività del bambino per lo sviluppo della sua personalità. Esso nasce da un bisogno interiore che lo spinge a muoversi, ad agire ad operare sulle cose che lo circondano. Attraverso l’attività ludica il bambino prende coscienza della realtà circostante, afferma sé stesso e le sue esigenze. Specialmente fino ai tre anni il gioco svolge la funzione importante di far sperimentare al bambino la qualità e l’uso degli oggetti. Il bambino all’inizio succhia gli oggetti per scoprire di cosa sono fatti, odorandoli, manipolandoli e infine rompendoli per il piacere di sentire il rumore che producono. Nel primo anno di vita tutti gli oggetti che circondano il bambino nell’ambiente in cui vive sono sufficienti a stimolarlo. In seguito, frequentando il nido, diventano necessari nuovi giochi: scale, cassette, birilli, palle, cerchi, sabbia e acqua. Il giocattolo svolge molteplici funzioni nel gioco: è uno strumento di scambio, di comunicazione, di interazione della realtà. Il gioco esercita:

-una funzione educativa quando aiuta il bambino a conoscere la realtà: colori, forme, dimensioni, suoni, rumori, superficie, grado di durezza.

-una funzione comunicativa, attraverso la quale il bambino utilizza e perfeziona i suoi linguaggi verbali e non, aprendosi a relazioni con i coetanei e gli adulti.

-una funzione creativa grazie alla quale il bambino reinventa la realtà.

Attraverso il gioco simbolico del “far finta di” il bambino ha la possibilità di mettersi nei panni degli altri e poter anche scoprire la ricchezza del confronto e dello scambio. Nel gioco di gruppo si acquisisce la capacità di ascoltare, la condivisione delle regole il tutto per migliorare la qualità dei rapporti umani.

 
 

 


Accoglienza:
L’accoglienza del bambino avviene in modo sereno ed evitando rituali troppo lunghi; considerata l’età dei bambini, è frequente lo stabilirsi di un contatto fisico al momento dell’entrata tra bambino ed educatrice.

Attività didattica:

In questo momento della giornata di svolgono le attività per il conseguimento dei principali obiettivi educativi.

Cambio:
Il cambio del bambino è un momento di forte relazione con l’educatrice. Viene effettuato di media ogni tre ore, salvo necessità.

Pasti:
All’interno della nostra giornata ci sono tre momenti importanti dedicati ai pasti: colazione, pranzo, merenda preparati presso la nostra struttura, momenti importanti non solo perché soddisfano un bisogno fisiologico, ma perché il bambino entra in contatto con la realtà, incoraggia l’autonomia, sollecita la collaborazione e contribuisce allo sviluppo della motricità.
Sonno:
E’ un momento delicato nella giornata del bambino che deve essere rassicurato dall’educatrice di riferimento attraverso la costruzione di abitudini individuali (l’orsetto, il ciuccio..) e di gruppo (la ninnananna, il racconto di una fiaba…).
Attività didattica:
In questo momento della giornata di svolgono le attività per il conseguimento dei principali obiettivi educativi.

L’uscita:
Le educatrici con i bambini aspettano i familiari nelle sezioni dove giocano liberamente, accompagnati da canti, giochi o racconti. Ogni bambino attende il momento del ricongiungimento dedicandosi a ciò che più gli interessa
 

L’inserimento del bambino al Nido

 

L’inserimento rappresenta un momento molto importante e delicato per ogni singolo bambino che si inserisce all’interno del Nido d’Infanzia. Si svolge con la presenza del genitore che gradualmente si stacca dal bambino per lasciar posto all’educatrice come punto di riferimento. E’ fondamentale perché permette all’educatrice, con l’aiuto del genitore, di acquisire tutte le informazioni necessarie sulle abitudini della famiglia e sulle esigenze specifiche del bambino. Lo stato d’animo della mamma al momento del distacco contribuisce ed influenza i sentimenti e l’armonia del bambino; per questo è fondamentale che nell’inserimento venga rispettato il lavoro delle educatrici con fiducia e serenità. Ogni inserimento è una storia a sé e va considerata come tale.
Per garantire e rispettare al meglio questo punto si precisa che l’inserimento sarà scandito e programmato in una settimana; verrà prolungato a due settimane solo ed esclusivamente se l’educatrice lo riterrà necessario. Un buon ambientamento creerà un rapporto di fiducia ed affetto tra il bambino e l’educatrice diventando il presupposto per una buona riuscita dell’intero percorso educativo all’interno del Nido.
Non meno importante è la figura genitoriale, coinvolta nel processo dell’inserimento, che si trova nelle condizioni di dover elaborare il distacco e nel contempo di dover costruire un rapporto di fiducia con le educatrici che, a loro volta, sono implicate nella delicata gestione del rapporto della mamma-bambino. Nell’inserimento eseguiamo alcune procedure ormai collaudate, concordate collettivamente e condivise con la coordinatrice educativa:
1. Preparazione del gruppo preesistente all’arrivo del nuovo bambino (annunciare il nuovo arrivo ai bimbi preparandoli psicologicamente a far posto al nuovo arrivato nel loro gruppo);
2. Predisposizione dello spazio;
3. Presenza del genitore all’interno della sezione per garantire:

 

-Al bambino sicurezza nell’esplorazione e conoscenza del nuovo
ambiente.
-Alle educatrici la possibilità di osservare e conoscere le dinamiche
relazionali che caratterizzano la diade mamma-bambino.
 
Programmazione

 

La programmazione dell’asilo nido serve ad organizzare e strutturare percorsi di attività finalizzati al conseguimento di traguardi di sviluppo in termini di abilità e competenze in base all’età dei bambini. Per ottenere risultati migliori sul piano formativo non deve essere assolutamente rigida, ma essere improntata ad una notevole elasticità, sia perché ogni bambino presenta un ritmo di sviluppo che può essere diverso da quello di altri bambini, sia perché in ogni bambino possono insorgere bisogni imprevisti, di origine ambientale, per cui è necessario di volta in volta adattare il programma al bambino e non il bambino al programma. Tutte le attività didattiche devono essere disposte a difficoltà progressiva, in modo da favorire l’apprendimento del bambino, che procede dall’esperienze semplici a quelle via via più complesse. Sarà cura dell’educatrice non procedere con attività nuove prima di aver verificato l’apprendimento delle attività precedenti. Ogni progetto educativo, se pur differenziato per ogni sezione, prevede momenti di intersezione (semidivezzi e divezzi) finalizzati a un maggiore scambio sociale tra bambini, in modo da valorizzare i bambini più grandi ed a responsabilizzarli verso i più piccoli, da facilitare lo sviluppo cognitivo e sociale dei bambini più piccoli attraverso l’imitazione dei più grandi, da ampliare le opportunità ludico-motorie mediante l’utilizzo di strutture e giochi diversi da quelli della propria sezione.

 

 

 Bambini-nascità


 
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